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    Con Windows XP è stata introdotta la Windows Product Activation (WPA), l'attivazione del sistema operativo. Essa può essere eseguita direttamente dai grandi produttori di computer oppure dall'utente finale (collegandosi al sito Microsoft o per mezzo dell'attivazione telefonica). In tutti i casi viene calcolato un codice di attivazione in base all'hardware del computer e, alla fine della procedura di attivazione, i dati ad essa relativi vengono salvati in uno specifico file.
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    Le impostazioni predefinite di Microsoft riguardo la visualizzazione dei file su Windows XP (e su tutte le versioni di Windows in generale) sono decisamente conservative: limitare accesso e condivisione dei file al minimo indispensabile, in modo da prevenire modifiche o cancellazioni accidentali da parte di utenti poco accorti o per semplice distrazione. Viceversa, un power user (utente avanzato) deve avere il pieno controllo sui file, in particolare su come vengono visualizzati all'interno di file manager come Esplora Risorse. A tal fine è necessario impostare le opzioni di visualizzazione in modo opportuno.
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    Lo slipstreamingè una procedura che permette di creare un nuovo CD di installazione di Windows XP a partire dal CD originale di cui si è in possesso. Windows XP ha ricevuto centinaia di aggiornamenti nel corso degli anni, accorpati nei Service Pack (nel seguito SP). Con lo slipstreaming possiamo includere i SP direttamente nel CD di installazione in modo che, in caso di reinstallazione del sistema, vengano automaticamente installati anche tutti gli aggiornamenti fino al SP3. Chi non possiede un CD con SP3 integrato può costruirne uno in modo autonomo usando una procedura che richiede pochi minuti.
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    Gli utenti avanzati di Windows XP a volte hanno la necessità di aggiornare il CD/DVD di installazione del sistema operativo: integrazione (slipstreaming) di Service Pack (SP), aggiunta di patch, creazione di cartelle aggiuntive dove salvare il file di attivazione di Windows XP e/o driver di periferica da installare in un secondo tempo, e così via. Tutta la struttura di file e cartelle del nuovo CD di installazione si trova in una cartella di lavoro dell'hard-disk, che non si può semplicemente masterizzare, perché il CD risultante deve essere avviabile (bootable). Creare un CD di boot a partire da una cartella su disco è possibile, ma è una procedura lunga, macchinosa e a rischio di errore; è molto più vantaggioso creare un file ISO avviabile. In questa guida vedremo come farlo con pochi colpi di mouse.
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    [Revisione: 11 Maggio 2014]
    8 Aprile 2014: Windows XP va in pensione e Microsoft cessa ogni tipo di supporto al sistema operativo. L'ultimo aggiornamento di XP risale al Service Pack 3 (SP3), datato Aprile 2008. Da quella data fino all'8 Aprile 2014, sono stati rilasciati centinaia di aggiornamenti di sicurezza, sia al sistema operativo che alle componenti separate (come le varie versioni del .NET Framework), necessarie a garantire la compatibilità con tutte le applicazioni. Non tutti gli utenti hanno un sistema aggiornato, soprattutto quelli che (per qualche ragione) hanno disabilitato il servizio Windows Update (WU), mettendo a rischio sia la propria sicurezza che quella degli altri. Ora è possibile a chiunque costruire un DVD di installazione di Windows XP aggiornato con tutte le patch, gli hotfix, gli aggiornamenti di sicurezza (critici e non) e con tutte le componenti di sistema aggiuntive (anch'esse completamente aggiornate). In questa guida si spiega come farlo.
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    Ringrazio OnePiece per il prezioso aiuto, i suggerimenti ed il continuo supporto prestato per la realizzazione di questa guida.

    In un precedente post abbiamo visto come creare rapidamente una immagine ISO avviabile di Windows XP utilizzando due noti tool come RVMi ed nLite. A volte si ha la necessità di creare immagini ISO di altre versioni di Windows per cui le due utility precedenti non vanno bene. L'espertissimo OnePiece, autore dell'omonimo update pack per l'aggiornamento totale di Windows XP (e di tantissimi altri tool e pack!), suggerisce di usare uno strumento a linea di comando sviluppato da Microsoft chiamato oscdimg, contenuto nella raccolta di strumenti (gratuiti) e documenti che supportano la configurazione e la distribuzione dei sistemi operativi Windows. In questa breve guida vediamo come utilizzare oscdimg per creare una ISO avviabile per qualunque sistema Windows a 32 o a 64 bit (comprese le versioni Server).
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    La Console di ripristino (o Recovery console) è un tool a linea di comando che consente di eseguire alcune operazioni di emergenza: quando Windows XP non riesce ad avviarsi correttamente (o non si avvia affatto) si può ricorrere alla Console per tentare di "riparare il guasto", per esempio la modifica indesiderata del Master Boot Recod o la corruzione di alcuni file di sistema.
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    Il formato MBR (Master Boot Record) è lo schema standard di partizionamento utilizzato dagli hard-disk sin dalla nascita del Personal Computer PC-IBM compatibile. È utilizzato su tutti i computer dotati di BIOS che memorizzano sul primo settore del disco (chiamato appunto MBR) alcune informazioni di importanza cruciale per l'avvio del sistema operativo. In particolare l'MBR contiene la tabella delle partizioni ed il codice di bootstrap, un insieme di istruzioni che esaminano tale tabella, individuano la partizione attiva (quella da cui parte il caricamento del sistema operativo) ed infine cedono il controllo del computer al codice contenuto in un altro settore fondamentale, il boot sector (settore di avvio). Può succedere che il MBR e/o il boot sector di Windows XP vengano sovrascritti o danneggiati; se ciò accade potrebbe essere impossibile riavviare correttamente Windows XP, per cui occorre intraprendere delle azioni correttive per ripristinare il funzionamento del sistema.
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    Per Microsoft Windows esistono centinaia di tool potentissimi e completamente gratuiti usati non solo dagli amministratori di sistema o da chi fa assistenza tecnica, ma anche dagli utenti evoluti (i cosiddetti power user). Esistono almeno due collezioni di utility che, per la loro potenza ed efficacia, non possono assolutamente mancare nella cassetta degli attrezzi dell'utente avanzato: la Windows Sysinternals Suite di Microsoft e le Nirsoft Utilities realizzate dallo sviluppatore Nir Sofer. Entrambe le suite funzionano su tutte le versioni di Windows sia a 32 che a 64 bit inoltre hanno una caratteristica in comune: ciascun tool esegue alla perfezione (o quasi) un solo compito specifico, senza preoccuparsi di offrire un'interfaccia utente raffinata o particolarmente chiara. I tool della Sysinternals Suite sono più di 70, le Nirsoft Utilities sono ben oltre 200: mantenere aggiornate tutte le utility può essere un problema.
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    Con Windows 8 e 8.1 Microsoft ha imposto agli utenti una nuova interfaccia grafica chiamata Modern UI (nome in codice Metro) progettata per dispositivi touch, ma usarla su un normale PC o su un notebookè davvero fastidioso. Il "vecchio" desktop esiste ancora ed è possibile configurare Windows perché parta direttamente da esso, ma il problema è un altro: ciò che manca veramente non è il pulsante Start ma il buon vecchio Menu di avvio con tutti i programmi direttamente accessibili in stile XP/Vista/7. Vediamo come riaverlo indietro.
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    Sta per chiudersi la consueta kermesse primaverile degli sviluppatori Microsoft, la MS Developer Network Spring Conference 2014, come al solito a porte chiuse (si fa per dire) e come al solito senza comunicati ufficiali (ma le notizie che interessano trapelano eccome!). Nulla di nuovo sotto il sole tranne due ghiotte (anche se non del tutto inaspettate) novità, una delle quali, davvero clamorosa, riguarda Windows XP!
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    Microsoft ha realizzato un sito Web per affrontare e gestire tutti gli aspetti critici relativi alla fine del supporto di Windows XP, sia per gli utenti domestici che per quelli aziendali. Contemporaneamente ha stipulato accordi con Laplink, una delle migliori aziende specializzate nello sviluppo di utility per la migrazione dati: grazie a tali accordi, è stato rilasciato in versione gratuita un potente software di migrazione dati, chiamato PCmover Express.
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    Tutte le versioni di Windows (come tutti i sistemi operativi) caricano all'avvio una serie di programmi (un programma in esecuzione si chiama processo) e di servizi (o processi di sistema). La funzionalità di avvio automatico è disponibile, oltre che ai tipici processi del sistema operativo, anche ad altre applicazioni, come driver installati dall'utente o componenti installati dalle applicazioni: per esempio firewall e/o antivirus di terze parti installano le loro componenti di controllo per essere caricate al boot (in assenza delle quali sarebbero inutili). Sfortunatamente questa funzionalità può essere sfruttata anche dai malware (virus, trojan, spyware ecc.) e dagli odiosi crapware (i programmi inutili installati dai produttori di computer, oppure le malefiche toolbar aggiuntive che inviano pubblicità indesiderata al browser).
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    Nella prima parte di questa guida abbiamo visto come controllare "manualmente" le posizioni da cui si avviano in modo automatico programmi e servizi al boot dei sistemi operativi Windows. Si tratta di cartelle di esecuzione automatica, chiavi di Registro (chiavi Run) e servizi di sistema. Per avere una visione di insieme dei programmi in avvio automatico e semplificarne la gestione, si possono usare alcuni tool progettati appositamente. Faremo inoltre alcune considerazioni sul potenziale avvio automatico di vecchie applicazioni a 16 bit all'interno di Windows XP.
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    Nei sistemi Windows esiste una coppia di funzionalità strettamente correlate chiamate Autorun ed Autoplay che servono a lanciare applicazioni in modo automatico nel momento in cui si inserisce nel sistema un supporto rimovibile, come un CD/DVD o una pendrive USB. Microsft assume che, nel momento in cui si inseriscono tali supporti, si voglia ascoltare musica o riprodurre un video o installare software: è un'assunzione discutibile perché spesso si vuole solo vedere cosa c'è dentro il supporto inserito. Inoltre sono caratteristiche che sprecano risorse poiché lasciano attivi processi di sistema usati raramente, impegnando inutilmente CPU e memoria. Infine, mettono in pericolo la sicurezza del sistema: permettendo di lanciare software automaticamente all'inserimento di un supporto, aprono la strada al diffondersi di malware (virus, trojan, spyware ecc.). In definitiva, occorre assolutamente disabilitarli!
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    Nella prima parte di questa guida abbiamo visto cosa sono l'Autorun e l'Autoplay, perché è conveniente disabilitarli e come farlo su Windows XP. Le funzioni per la gestione dell'Autoplay sono gradualmente migliorate a partire da Windows Vista ed affinate sempre più passando per Windows 7 ed ora per Windows 8.x. Per ragioni di sicurezza rimane conveniente disabilitarle e vedremo come farlo nei sistemi Windows successivi a XP.
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    Creare una pendrive USB avviabile da cui eseguire il boot per installare Windows XP è un'impresa irta di difficoltà: quasi la totalità delle utility per crearle (e le relative guide che vi spiegano come fare) alla prova dei fatti con Windows XP fallisce l'obbiettivo. In realtà c'è un solo tool che fa bene questo lavoro per Windows XP, semplice da usare, gratuito e che garantisce il successo nel 99% dei casi, purché si adottino opportune precauzioni.
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    La configurazione e la gestione del processo di boot in Windows Vista/7/8.x è salvata all'interno del database di boot, chiamato Boot Configuration Data (BCD). EasyBCDè un'utility famosa per la semplicità con cui permette di modificare il BCD, facilitando la gestione del multiboot con altri sistemi operativi, sia della famiglia Windows che Linux. EasyBCD non si limita a questo, ma possiede alcune funzionalità molto utili, tra cui la possibilità di ripristinare il MBR (Master Boot Record o settore di avvio principale) nel caso sia stato sovrascritto, più o meno accidentalmente, da quello di una altro sistema operativo.
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    Il DNS (Domain Name System, sistema dei nomi a dominio) è il più importante servizio che usiamo (inconsapevolmente) quando siamo connessi ad Internet: quando digitiamo un URL come www.google.it, esso viene automaticamente tradotto in un numero IP (o, impropriamente, indirizzo IP), che ci permette di raggiungere la risorsa a cui l'URL si riferisce. Il servizio di traduzione automatica da URL a indirizzo numerico è fornito dai DNS, un insieme di server multilivello connessi ad una enorme base di dati che contiene lo spazio dei nomi delle risorse, ciascuna associata al suo numero IP (un URL può anche essere associato a più numeri IP). Il primo livello di server DNS è fornito dall'ISP (Internet Service Provider) ossia dal fornitore della connessione ad Internet, ma a volte è opportuno modificare i DNS predefiniti, ed il metodo migliore di farlo è all'interno del router (o del modem-router).
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    In una guida precedente abbiamo visto come configurare correttamente i DNS nel (modem-)router,  soluzione sicuramente preferibile rispetto alla modifica della configurazione di rete nel sistema operativo. Abbiamo suggerito una breve lista di modem-router che permettono di configurare le impostazioni DNS con semplicità, ed evidenziato che è consigliabile cambiare i DNS predefiniti dall'ISP poiché questi censurano una parte del Web e, soprattutto, perché non offrono alcuna protezione dai siti ostili. Ora vediamo come si possa ottenere una maggiore velocità di risposta dei DNS eseguendo un benchmark per scegliere quali usare ed in che ordine.
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